Racconti degli amici di Nextdoor

Lasciatevi ispirare da 5 storie fantastiche dei nostri vicini da tutto il mondo

Scritto da Sarah Friar

L’isolamento sociale e la solitudine sono dei mali che affliggono i vicini in tutto il mondo. La scorsa settimana abbiamo condiviso una Nota ai Vicini, discutendo di come possiamo lavorare tutti insieme per costruire delle connessioni profonde all’interno delle nostre comunità locali. I vicini di tutto il globo stanno già lavorando per rompere il ghiaccio e incontrare nuovi abitanti del quartiere: ognuna di queste nuove connessioni va ad aggiungere un legame sempre più forte alla nostra società. 

Questa settimana, vi incoraggiamo a prendere cinque minuti del vostro tempo per leggere e lasciarvi ispirare dalle storie dei nostri membri. Confidiamo nella speranza che queste storie possano darvi l’energia giusta per aiutare un vicino, oppure chiedere un aiuto all’interno della comunità locale, raccontando la vostra esperienza a tutti i vicini di Nextdoor. Avere una conversazione veloce al negozio di quartiere o bussare alla porta di un vicino che ha bisogno di aiuto potrebbe fare davvero la differenza. 

Vico – Milano, Italia 

Vico è un signore di 82 anni che, non avendo più molti amici e contatti nel suo quartiere, aveva iniziato a sentirsi estraniato e al di fuori della società. Vico, quando era più giovane, ha sempre organizzato eventi e occasioni per stare insieme agli altri: per questo, quando ha scoperto Nextdoor, ha avuto subito ben chiaro cosa fare. Dopo essersi iscritto alla piattaforma, ha iniziato a pensare a nuovi modi per tornare a stare insieme, conoscendo meglio i vicini di casa e la comunità del quartiere. La sua idea era quella di organizzare degli aperitivi di quartiere relativi al tema dell’inclusività. 

Gli aperitivi inclusivi di Vico sono stati da subito un successo, arrivando a radunare ben 40 persone fin dal primo incontro! Stare tutti insieme nella stessa stanza senza conoscersi, ma iniziando a parlare di come fare per incontrarsi di più e discutendo di come combattere l’isolamento sociale. Secondo il parere di Vico, “Nextdoor è una piattaforma tecnologica che serve a far in modo che le connessioni tra persone, potenzialmente già esistenti, diventino reali”. Se volete saperne di più sulla storia di Vico, cliccate qui per leggerla. 

Abraham – Alexandria, VA, Stati Uniti 

Quando Abraham si è trasferito ad Alexandria, in Virginia negli Stati Uniti, ha trovato molte difficoltà a formare dei legami forti con i suoi nuovi vicini. Ha deciso allora di utilizzare Nextdoor per chiedere se ci fosse qualche uomo interessato a conoscere un nuovo vicino nella sua comunità locale. Abraham ha ricevuto oltre 50 risposte da una moltitudine di vicini che avevano qualcosa in comune: il desiderio di iniziare una nuova amicizia. Quando ha realizzato che c’erano tanti altri papà come lui che desideravano stringere nuove connessioni e rapporti sociali con gli abitanti del quartiere, Abraham ha colto al volo l’opportunità di dar vita al Men’s Social Club, un gruppo dedicato agli uomini che, incontrandosi due volte al mese per organizzare delle attività sociali, ha l’obiettivo di contrastare sentimenti come solitudine e isolamento sociale. 

Grazie al successo di questo club, Abraham ha portato la sua missione a una fase successiva creando la nuova campagna: 30 Caffè in 30 Giorni con 30 Vicini. La sfida è semplice: incontrarsi in un bar di quartiere ogni giorno con uno dei vicini di Nextdoor. 

“Con Nextdoor hai l’opportunità di connetterti con i tuoi vicini nella vita reale”, ha detto Abraham. “Spero che possiamo accendere una nuova scintilla, avvicinando le persone fino a formare dei gruppi più coesi nelle loro comunità locali”.

René – Paris, Francia

Il 71enne René ha fondato il P’tit Bistrot Solidaire, uno spazio pensato per dare il benvenuto ai vicini di tutte le età e stato sociale, finalizzato a conoscersi, intrattenere conversazioni e rendere più profonde le relazioni nella loro comunità. René ha avuto l’ispirazione di aprire il P’tit Bistrot Solidaire dopo aver sentito della campagna di Nextdoor “La mia porta è aperta” (“Ma Porte est Ouverte”) in cui tutti i vicini della Francia venivano invitati a diventare amici di coloro che vivevano l’esperienza della solitudine durante le vacanze estive. Attraverso il cibo e le donazioni provenienti dai ristoranti e dai bar del quartiere, il primo evento P’tit Bistrot Solidaire è stato un enorme successo. René è riuscito a far incontrare 38 dei suoi vicini e ha continuato questa iniziativa sperando di potenziare la “fabbrica sociale” della sua comunità. Secondo René, “in qualche modo tutti quanti stiamo usando lo smartphone invece di cercarci a vicenda. Ma con una piattaforma come Nextdoor, la tecnologia diventa utile a farci conoscere! Per questo, Nextdoor risponde alla perfezione ai bisogni della società di oggi”. 

L’idea di René ha ispirato Nextdoor Francia a lanciare ‘Petits Cafés Solidaires’, un’iniziativa estiva in cui i vicini di Nextdoor sono stati invitati a incontrarsi in modo solidale per organizzare attività divertenti. Infatti, abbiamo avuto il privilegio di aiutare la comunità di Lione a dar vita alla loro prima iniziativa alla fine di giugno.  

Cheryl – New South Wales, Australia 

Come qualcuno pronto a intraprendere un nuovo capitolo della propria vita, Cheryl di Randwick, cittadina del New South Wales in Australia, si è iscritta a Nextdoor per trovare una semplice e comoda strada con cui costruire nuove relazioni. Cheryl ha pubblicato un post in cui invitava i vicini a condividere una “tazzina” e una chiacchierata: le risposte sono state travolgenti, con centinaia di commenti e ringraziamenti. Successivamente, Cheryl ha avuto richieste da dozzine di vicini desiderosi di incontrarsi al parco per il loro primo raduno. Cheryl ci ha fatto sapere che il gruppo ora sta pianificando di incontrarsi regolarmente, dicendo, “Amo chiacchierare, ma diventare amici può richiedere molto tempo per valutare se si ha un carattere e dei valori simili. Nextdoor ha lanciato una pallina che rotola tra tutti i vicini che stanno vendendo una sedia, che hanno bisogno di cambiare una lampadina oppure che stanno chiedendo se qualcuno ha voglia di condividere una tazza di caffè o tè”. 

Angela – Cumbernauld, Scozia

Angela ha avuto la brutta esperienza di provare ansia e attacchi di panico nel 2014, ma ha impiegato quasi un anno per ricevere una giusta diagnosi e molto di più per trovare una soluzione vicino la sua casa, a Cumbernauld in Scozia. Angela ha coraggiosamente deciso di prendere in mano la situazione: se non c’era un’adeguata rete di supporto nella sua città natale, ha voluto crearne una. Per questo, è nata Peace of Mind.

Quando ha ricevuto una cartolina di invito per unirsi a Nextdoor, Angela ha capito subito che sarebbe stato lo spazio perfetto per raggiungere tutte le persone in cerca di aiuto e supporto nella comunità. Nextdoor ha reso molto più semplice per Angela connettersi con i vicini e condividere il suo gruppo di aiuto Peace of Mind nella comunità locale. Oggi, Angela posta regolarmente aggiornamenti sulle sessioni d’incontro, condivide informazioni utili e consigli, fa sondaggi sui residenti locali per saperne di più sulle loro opinioni e incentivare le ricerche sulla salute mentale nella sua area di riferimento. Il gruppo di supporto creato da Angela è diventato uno spazio di aiuto per le persone, in cui poter condividere sentimenti e stati d’animo con qualcuno che possa davvero capire e averne cura. Per alcuni membri, questo gruppo d’aiuto ha restituito uno scopo alla loro vita, mentre per altri ha contribuito a dare l’opportunità ai loro partners di capire meglio i problemi causati dalle malattie mentali.

Per dar vita a un reale cambiamento, bastano 5 minuti di tempo. Come userete i vostri cinque minuti per connettervi con un vicino? Ditecelo nei vostri commenti, amiamo sentire le vostre opinioni!

3 Commenti

  • Il mondo ormai si è consegnato all’informatica, a internet.
    Come molti ritrovati e invenzioni l’umanità non si preoccupa dei risvolti negativi di tali invenzioni.
    Questo è uno dei modi più positivi per impiegare internet e che dovrebbe sopraffare tutte quelle negatività, di cui spesso veniamo conoscenza. sono molte le positività create dall’informatica. proviamo a distruggere le negatività.

  • Io sono rientrata dalla svizzera dopo 37 anni appena arrivati a Milano io e mio marito abbiamo avuto tante porte in faccia persino dalla chiesa volevamo fare del volontariato ma ci è stato rifiutato nn è semplice iniziare alla nostra età a conoscere gente va meglio ma potebbe andar meglio

  • Bella storia e complimenti a vico x il suo entusiasmo e la sua giovinezza mentale!!! Mi piacerebbe partecipare a qualche evento se posso. Saluti a tutti.

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