Racconti dei Membri

Simone, blogger e Romano DOC, ci spiega cosa rende Nextdoor una app così speciale

Written by AmedeoGalano

La comunicazione non è mai stato più semplice o più istantanea. Grazie a Internet e ai social, siamo sempre più connessi, sempre in compagnia. Le piattaforme di condivisione come Facebook, Twitter, Snapchat e Instagram ci permettano di avere accesso a posti e persone — colleghi, amici, parenti, vecchi amanti — a volte anche molto lontani da noi. Abbiamo la possibilità viaggiare. Attraverso queste piattaforme possiamo partecipare nelle attività dei nostri compagni, ovunque siano, in tempo reale come se fossimo lì con loro. Non solo, l’internet ci permette di incontrare persone diverse e creare legami nuovi. Le possibilità sono infinite, basta un solo clic. Eppure, nonostante tutti i strumenti comunicativi a nostra disposizione, la maggior parte di noi si sente alienata dal mondo e dalle persone che ci circondano. Siamo sempre più connessi, eppure sempre più soli.

Non è certo un segreto, la virtualizzazione della società ha cambiato il modo in cui si comunica. Ormai oggi tutto succede nel mondo virtuale, attraverso email e emoji. Noi a Nextdoor crediamo che gli incontri che ci danno più soddisfazione nella vita sono quelli che accadano offline. Attraverso la nostra app e sito web, ci serviamo della potere del social media per costruire legami più forti nella vita attuale di ogni giorno. I membri di Nextdoor si collegano perché credono nella forza della comunità e nel potenziale dei social per creare rapporti più concreti nel mondo reale.

Recentemente, abbiamo avuto il piacere di conoscere uno dei nostri membri fondatori di Roma, Simone Bennati. Simone è un blogger e un esperto dei social media. Ecco cosa racconta a Amedeo Galano, il Head of Community Italia Nextdoor, sulle sue esperienze con Nextdoor e come i social media possono avere un impatto positivo sulla vita offline:

 

Amedeo: Ciao Simone! Dicci un po’ chi sei e cosa fai nella vita.

Simone: Mi chiamo Simone Bennati, ho 35 anni e sono un Blogger e Social Media Manager di Roma. Il mio amore per Internet e la comunicazione online nasce molto tempo fa, quando ancora ci si collegava alla Rete utilizzando i modem 56k.
Pur essendomi occupato per lungo tempo di grafica e web design, ho sempre nutrito una forte passione per la scrittura, tanto che nel 2014 ho dato vita al mio blog, bennaker.com, all’interno quale scrivo di Social Media Marketing, Personal Branding, Facebook Advertising e, più in generale, di tutto ciò che riguarda il mondo del Marketing Digitale.Ogni giorno vado a caccia delle novità più interessanti del World Wide Web e, circa un paio di mesi fa, mi sono imbattuto in Nextdoor. Inutile dire che da allora non l’ho più mollato

 

Amedeo: Come è successo che la tua passione per il social media si incrociasse con Nextdoor?

Simone: Il panorama dei Social Media, così come il Web tutto, è in continua evoluzione, dunque è necessario tenersi informati, studiare, rimanere al passo coi tempi, se non addirittura tentare di anticiparli.

Essendo un fan sfegatato della comunicazione social, drizzare le antenne al fine di captare ogni possibile novità è più un piacere, che un dovere. È qualcosa che faccio quasi in modo automatico, a partire dall’analisi della rassegna stampa nella quale mi cimento ogni mattina.

Sono molte le app e le piattaforme social nate negli ultimi mesi, ma nessuna, tra quelle che ho avuto modo di testare, mi ha colpito come Nextdoor. E la quantità di post con i quali ho raccontato la mia esperienza lo conferma ampiamente.

 

Amedeo: Cosa hai trovato di così innovativo in Nextdoor?

Simone: Ragionavo, tempo fa, sul fatto che grazie a Internet, e soprattutto grazie ai social, oggi abbiamo la possibilità di entrare in contatto con persone e aziende anche molto distanti da noi. Questo, da un lato, è fantastico, ma dall’altro rischia di farci perdere il contatto con le realtà a noi più vicine, proprio come quelle di quartiere.

Da questo punto di vista, l’arrivo di Nextdoor in Italia si è dimostrato a dir poco provvidenziale: sono sempre di più, infatti, le persone che si rendono conto di non conoscere chi o cosa le circonda e che intendono ristabilire un contatto con il loro territorio.

C’è chi, ad esempio, stanco della dispersività di Facebook, aspettava da tempo una piattaforma social che gli permettesse di far conoscere la propria attività a chi gli sta intorno, così da costruire una comunità di affezionati a cui offrire i propri servizi. E chi, invece, è alla ricerca di persone con le quali unirsi e lavorare alla valorizzazione del quartiere, magari attraverso l’organizzazione di eventi o la proposizione di attività di stampo sociale.

In entrambi i casi l’elemento territoriale funge da collante su Nextdoor e tanto basta per rendere questa piattaforma diversa da tutti gli altri social che ben conosciamo.


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